Italia: Il Presidente Meloni in Algeria

In occasione della visita nella Repubblica Democratica Popolare di Algeria del 22 e 23 gennaio, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Presidente della Repubblica Algerina Democratica e Popolare, Abdelmadjid Tebboune hanno rilasciato le dichiarazioni alla stampa al termine della cerimonia di accordi. A seguire, il Presidente Meloni ha tenuto un punto stampa.

[Punto stampa del Presidente Meloni]

[Le dichiarazioni alla stampa]

[Cerimonia di firma di accordi]

Nel corso della prima giornata, l’incontro con il Primo Ministro, Aïmen Benabderrahmane, e l’intervento di saluto all’equipaggio della nave della Marina Militare italiana “Carabiniere”, ormeggiata nel porto di Algeri.

Intervento di saluto all’equipaggio della nave della Marina Militare italiana “Carabiniere”

Buonasera. Grazie. Sono orgogliosa della mia nuova “divisa”.
Sono onorata di essere qui con voi, di essere a bordo della Nave Carabiniere, una eccellenza, un vanto per le Forze Armate, un gioiello di tecnologia, di innovazione e di modernità.
Però, io penso anche che i mezzi militari, la tecnologia, l’innovazione, siano strumenti. Il fine rimane la difesa dell’interesse nazionale italiano, il fine rimane la nostra credibilità nel mondo, e quelli camminano sulle vostre gambe. Prima che su qualsiasi strumento che la nostra intelligenza può immaginare, le nostre mani possono costruire, c’è la vostra professionalità, la vostra motivazione, ci sono i vostri sacrifici.
Voi avete scelto di fare un lavoro che comporta molti sacrifici perché non è un lavoro. Quei sacrifici si fanno solamente quando c’è una motivazione sufficiente a rinunciare a tanto, a volte a tutto. Siete molto meno liberi nella gestione delle vostre esistenze di quanto lo siano moltissimi altri.
Eppure siete più liberi di tutti gli altri. Dirò a voi quello che ho detto anche in Iraq quando sono andata a trovare il nostro Contingente militare. Il filosofo Gustave Thibon dice “l’Uomo non è libero nella misura in cui non dipende da niente da nessuno: è libero nella misura in cui vive da ciò che ama, ed è schiavo nella misura in cui dipende da ciò che non può amare”. Voi dipendete da quello che amate.
Per questo nonostante i tanti sacrifici che fate, voi dimostrate cosa sia la libertà e voi rendete la vostra Nazione più libera.
Allora quella Patria deve dirvi grazie perché è consapevole delle scelte che avete fatto e delle ragioni per le quali avete fatto quelle scelte. Noi le chiamiamo “missioni” per questo. Ammiraglio, c’è una differenza tra una missione e un compito. Qual è? La differenza tra un compito e una missione è il valore profondo, intrinseco, che si dà a quell’incarico.
Credo che questo valga la pena di ricordarlo, valga la pena di esaltarlo e valga la pena anche di avere l’umiltà per chi guida la Nazione di non mancare mai, di dire grazie. Perché se l’Italia è una nazione ricercata, se l’Italia è una nazione credibile, se l’Italia è la nazione forte che il mondo riconosce, è soprattutto grazie al vostro sacrificio, alla vostra professionalità, alla vostra umanità, alla vostra testa alta.

E quindi il Governo, io per prima ovviamente, ringrazio l’Ammiraglio, ringrazio il Comandante, ringrazio tutto l’equipaggio, particolarmente per quello che state facendo qui nel Mediterraneo, con l’operazione “Mediterraneo sicuro”. Nel Mediterraneo viaggia la stragrande maggioranza dei nostri interessi nazionali. Questo per noi è un territorio cruciale e io, in rappresentanza dell’attuale Governo italiano, credo che il lavoro che state facendo sia estremamente strategico perché noi, come avete visto, stiamo tornando a proiettare prioritariamente l’Italia nel Mediterraneo, per i suoi interessi strategici.
Se non ci fosse il vostro lavoro di pattugliamento, di lotta ai traffici illegali, di difesa, monitoraggio delle infrastrutture strategiche – quindi un lavoro a 360 gradi fondamentale – noi non avremo le precondizioni per fare il lavoro che vogliamo fare.
Quindi il grosso del lavoro lo fate voi e noi, alla fine, cerchiamo di mettere quello che manca e di fare la nostra parte. Allora grazie a nome della vostra Patria, della Patria che rappresentate e che tanto amate, grazie da parte di tutti gli italiani, a voi, alle vostre famiglie e alle persone che vi vogliono bene e che con voi devono sacrificare qualcosa, e devono rinunciare a qualcosa per qualcosa che inevitabilmente, per voi, per me, e per tanti di noi, è molto, molto grande.
Grazie e buon lavoro.

 

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