Provincia di Siena: Collaborazione tra team Asl Toscana sud est per la salute di due neonate

Effettuati a Nottola accessi venosi su due bimbe

Rapidità ed efficacia, sono le due caratteristiche che hanno distinto la collaborazione tra i team dell’Asl Toscana sud est di Anestesia pediatrica e degli Accessi vascolari lo scorso 11 gennaio. Nel reparto di Pediatria e neonatologia dell’ospedale di Nottola, le due équipe hanno infatti effettuato accessi venosi con tecnica ecoguidata in due neonate ricoverate. La patologia delle piccole, che presentavano uno scarso patrimonio venoso periferico, ha richiesto una terapia infusionale continua.

Hanno partecipato all’intervento la direttrice di Anestesia e rianimazione pediatrica aziendale Cristina Navarra, il responsabile della rete infermieristica aziendale degli Accessi vascolari Riccardo Battistini, la referente per Nottola della stessa rete Sabrina Signorini e la coordinatrice infermieristica di Pediatria e neonatologia della presidio ospedaliero Luisa Bertό.

Il lavoro in rete consente di offrire servizi ultraspecialistici nella struttura ospedaliera più vicina al paziente, evitando così il suo spostamento, stress e garantendo comunque alti standard di cura e sicurezza in ognuno dei cinque punti nascita dell’Asl Toscana sud est.

“Il successo organizzativo in ambito sanitario dipenderà, sempre di più, dal lavoro di gruppo piuttosto che dalle eccellenze individuali; – dichiara la dottoressa Navarra, – i gruppi di lavoro sono formati da individui aventi capacità, personalità, motivazioni, priorità e modus operandi diversi. Ringrazio quindi tutti gli operatori sanitari che con grande professionalità e competenza giornalmente collaborano nel nostro team e che lavorano in compresenza intorno a un progetto comune: creare una rete organizzativa interaziendale al servizio dei nostri bambini”.

“La rete aziendale ha consentito di dare una risposta ai bisogni di cura di questi due bambini, evidenziando come il lavoro di gruppo e la sinergia tra le professioni siano la base del buon operare, – le parole della dottoressa Bertό. – Un risultato determinante per l’organizzazione ma anche per i singoli professionisti che vedono sviluppare le loro competenze anche grazie alla formazione prevista dalla Azienda”.

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