Toscana: Giornata mondiale del diabete Iniziative in tutta la ASL Toscana sud est

Il 14 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del diabete. Istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata viene organizzata per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete sulla sua prevenzione e gestione. Nel mondo 1 persona adulta ogni 10 vive con il diabete e porterà nel 2030 ad una previsione di circa 643 milioni di persone affette e 783 milioni nel 2045.
In Toscana le persone con diabete sono 250.000 con una prevalenza del 6,3%, più alta rispetto alla media nazionale.

La Giornata, lanciata nel 1992 dalla Federazione Internazionale Diabete (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale delle Sanità (OMS), in risposta all’incidenza crescente del diabete nel mondo, riconosce il diabete come “malattia cronica, invalidante e costosa che comporta gravi complicanze”. Rappresenta un’occasione per offrire spunti di riflessione su diversi aspetti dei percorsi di cura del diabete. Quest’anno, in particolare, richiama l’attenzione sull’accesso alle cure secondo un criterio universalistico e ugualitario che il Sistema sanitario si impegna a garantire a tutti, nessuno escluso.

“Nella Asl Tse secondo i dati ARS Toscana 2021, spiega la dottoressa Loredana Rizzo, direttore Diabetologia del Misericordia e dell’Area Funzionale Diabetologia, sono 54700 i casi accertati di diabete mellito (Arezzo 22.300, Siena 16.200, Grosseto 16.000). Il rischio di sviluppare la patologia aumenta con l’età, con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica, ma viene diagnosticata anche nei bambini e adolescenti. La familiarità per la patologia gioca poi un ruolo importante. Questo diabete è detto Tipo 2 per differenziarlo dal diabete Tipo 1, quello giovanile, che nella nostra realtà interessa il 7% dei casi. Altra forma particolare di diabete è il cosiddetto diabete gestazionale, diagnosticato in gravidanza che, in genere, regredisce dopo il parto ma può ripresentarsi a distanza di anni come diabete tipo 2. Questo complica circa il 10% delle gravidanze e, se non controllato, aumenta il rischio di complicazioni in gravidanza”.

“I numeri del diabete, dichiara Alessia Scatena dirigente di Malattie Metaboliche e Diabetologia per la direzione della struttura complessa di Diabetologia di Arezzo, ci pongono di fronte alla ricerca di altri supporti nell’assistenza e la telemedicina in questo ambito è stata di grande aiuto per raggiungere pazienti lontani, riducendo i tempi di presa in carico e aumentando la frequenza delle visite. Nell’ultimo anno nella provincia di Arezzo si è deciso di accettare la sfida del PNRR per avvicinare l’assistenza diabetologica ai territori e sono state create mini-equipe esperte nelle zone periferiche prossime ai cittadini e di supporto ai medici di medicina generale, con ambulatori strutturati sia in ospedale che nei distretti sociosanitari.”

Quest’anno particolare attenzione è riservata al diabete mellito di tipo1 (detto anche diabete infantile) che solitamente insorge nell’infanzia e nell’adolescenza ma può manifestarsi anche negli adulti.

“I sintomi classici, racconta Marco Martini direttore di Pediatria dell’Ospedale San Donato di Arezzo, riguardano soprattutto l’aumento della minzione, della sete, dell’appetito, e la perdita di peso.
Nell’ambulatorio di diabetologia pediatrica del San Donato, prosegue Martini, sono seguiti da un’equipe multidisciplinare (pediatri perfezionati in diabetologia, psicologi, infermieri e nutrizionisti) circa 60 ragazzi da 0-18 anni.
Al fine di accompagnare i ragazzi nel graduale passaggio alla diabetologia dell’adulto è stato creato un ambulatorio di transizione dove sono gestiti i ragazzi/e dai 14-18 anni in stretta collaborazione con il diabetologo dell’adulto, che al compimento dei 18 anni li prenderà in carico. La maggior parte di loro usano tecnologia avanzata per la gestione del diabete: sensori per la glicemia, sistemi integrati costituiti da microinfusori collegati a sensori e glucometri connessi a smartphone che consentono il trasferimento automatico e sicuro dei dati ai genitori.”

Il programma in provincia di Arezzo
Volontari e associazioni, assieme alla ASL, hanno predisposto nella provincia di Arezzo un intenso programma di sensibilizzazione nel prossimo weekend:
– Sabato 12 Novembre in Piazza San Michele dalle 16:00 alle 18:30 a cura dell’associazione Giovani Diabetici Arezzo con la collaborazione del servizio di diabetologia pediatrica dell’UOC di Pediatria e della UOC di diabetologia dell’Ospedale San Donato di Arezzo e la partecipazione della Tribù dei nasi rossi.
– Domenica 13 Novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00 nella sala convegni di Sant’Agostino, Via Guelfa 40 Cortona a cura dell’Associazione diabetici della Valdichiana, dell’Associazione diabetici aretini, dell’Associazione diabetici del Casentino e con il supporto della UOC Diabetologia di Arezzo, Valdichiana, Casentino e Valtiberina, della Federazione Toscana diabetici e dei Lions Club.
– Lunedì 14 Novembre alle ore 11:00 alla Coop di San Giovanni Valdarno sarà effettuato uno screening volontario da parte dell’Associazione Valdarnese amici del diabete.

Le iniziative di sensibilizzazione a Grosseto.
Le iniziative della Diabetologia
All’ospedale Misericordia, prevenzione fa rima con donazione: lunedì 14 novembre, dalle 7.30 alle 12, la Diabetologia in collaborazione con il Centro trasfusionale, diretto dalla dottoressa Silvia Ceretelli, ha organizzato una iniziativa rivolta ai donatori di sangue a cui, grazie alla presenza dei diabetologi, sarà proposto uno screening per una diagnosi precoce del diabete: i donatori che si presenteranno (ad accesso diretto o preferibilmente prenotando come di consueto al numero 0564 485325), oltre a donare il sangue, potranno compilare un questionario e nel caso in cui evidenzi una situazione di rischio, saranno invitati a eseguire un semplice test di laboratorio per la misurazione dell’emoglobina glicata e della glicemia basale, con anche la possibilità di una visita specialistica diabetologica gratuita.

“Con questa iniziativa vogliamo identificare precocemente i soggetti a rischio. Purtroppo, molto spesso, la diagnosi di diabete tipo 2 è tardiva e possono essere già presenti complicanze in uno stato ormai avanzato – prosegue Rizzo – Stiamo assistendo a un trend in continua crescita del diabete: l’invecchiamento progressivo della popolazione e lo stile di vita dei paesi industrializzati, caratterizzato da una dieta scorretta che causa sovrappeso e obesità, ha portato nel corso dei decenni all’aumento dei casi di diabete di tipo 2, sia nella popolazione adulta che tra i più giovani. Per tale motivo tutti gli scienziati parlano di una pandemia silente, un’emergenza sanitaria, sociale ed economica ulteriormente aggravata dal Covid. Solo nella nostra struttura, nel corso del 2021, i dati relativi ad nuovi accessi e diagnosi hanno dimostrato un’impennata: più del 10% dei pazienti con diabete tipo 2 e più 4% di adulti giovani con diabete tipo 1. Importante tenere presente che a questi numeri vanno sommati coloro che hanno il diabete ma ancora non lo sanno. Possono passare infatti anche 8-10 anni prima che la malattia si manifesti ed è per questo che la prevenzione, nel caso del diabete tipo 2, è particolarmente importante”.

Le iniziative della Pediatria
A Grosseto particolare attenzione è dedicata anche alla cura del diabete nei giovani, bambini e adolescenti, per i quali esistono percorsi assistenziali dedicati all’interno della Pediatria del Misericordia, diretta dalla dottoressa Susanna Falorni, gestiti da pediatri specializzati nel trattamento di questa malattia. Oltre alla presa in carico clinica, ogni anno la Pediatria insieme all’associazione grossetana AGD – aiuto ai giovani (e adulti) con diabete di tipo 1, organizza iniziative ricreative, viaggi e campi estivi, coinvolgendo i ragazzi diabetici con l’obiettivo di creare un contesto di svago, al di fuori dell’ambiente prettamente di cura, dove si possano confrontare e condividere dubbi e timori per la malattia, ma soprattutto imparare uno stile di vita il più possibile compatibile con il diabete, in modo da non sentirsi penalizzati o limitati nel vivere fasi importanti come l’infanzia o l’adolescenza. Proprio con questo spirito inclusivo e di buona gestione, dal 4 al 6 novembre, 8 adolescenti con diabete dai 14 ai 17 anni, accompagnati dalle infermiere Taisa Romano e Francesca Ambrosi e dalle dottoresse diabetologhe Laura Farmeschi e Cristina Soci, si sono recati a Praga. Finalità del viaggio è stata quella di ricreare una situazione assimilabile ad una gita scolastica. Il viaggio aereo con relativo trasporto di materiale sanitario e farmaci in formulazione liquida e la gestione di orari variabili e di una alimentazione con cibi non consueti e ad orari che a volte possono essere condizionati da fattori anche imprevedibili sono stati i punti educativi chiave che hanno motivato questo tipo di esperienza. I ragazzi si sono gestiti ottimamente in autonomia con la sicurezza di avere accanto persone in grado di aiutarli ad affrontare situazioni non ordinarie e impreviste. Questo tipo di esperienza si è rivelata vincente anche in passato, molto importante per consolidare il legame di fiducia con l’équipe diabetologica.

Per la giornata del diabete è stato organizzato un incontro con le famiglie dei bambini con diabete a esordio recente o troppo piccoli per le iniziative residenziali, alla Fattoria La Principina a Principina a Terra. Sarà presente il team di Diabetologia pediatrica, affiancato dalla pedagogista Rita Roberto e dalla psicologa Lucia Ceccarelli. Il tema sarà “il bambino al centro”, affrontato secondo due percorsi paralleli: uno dedicato ad adulti e genitorialità e l’altro ai bambini. Lo scopo della giornata sarà aiutare i genitori a instaurare una relazione tra di loro e con i propri figli perseguendo un unico obiettivo: il benessere a tuttotondo del bambino e di tutti quelli che ruotano intorno alla sua realtà quotidiana, prima fra tutti, appunto, la famiglia.

“Ringrazio il personale medico e infermieristico del servizio di Diabetologia pediatrica, sempre disponibile ad accompagnare i ragazzi e i bambini con i loro genitori in questo articolato e complesso percorso di cura che mette al centro l’educazione all’autogestione – spiega la dottoressa Susanna Falorni, direttore Pediatria e Neonatologia – Dopo la stabilizzazione dell’esordio nel ricovero infatti, la presa in cura è determinata da visite ambulatoriali, consulenze telefoniche, campi scuola, incontri educativi e un rapporto di fiducia che permette di raggiungere obiettivi di salute importanti”.

Le iniziative in Valdichiana senese saranno realizzate congiuntamente con la Valdichiana aretina. Domenica 13 novembre dalle 9 alle13 ci sarà un evento nella sala convegni di Sant’Agostino a Cortona, in Via Guelfa 40, con l’Associazione diabetici della Valdichiana, l’Associazione diabetici aretini, l’Associazione diabetici del Casentino e con il supporto della UOC Diabetologia di Arezzo, Valdichiana, Casentino e Valtiberina, della Federazione Toscana diabetici e dei Lions Club.

“Quest’anno organizziamo la Giornata mondiale del diabete in associazione con il gruppo dei colleghi della Valdichiana aretina, con i gruppi dei diabetici della Valdichiana senese e aretina e il Lions Club di Cortona, – dice il diabetologo di Nottola Andrea Marcocci, – per stimolare i cittadini presenti sui nostri territori per quanto riguarda soprattutto la prevenzione della malattia. Ci sono tanti cittadini che non sanno di averlo. Le forme più comuni sono tragli anziani il diabete 2 e tra i giovani il tipo 1 e il LADA. Vogliamo stimolare così anche le istituzioni, affinché tutti i servizi siano uniformati su tutto il territorio, sia per la cura sia per la prevenzione”.

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