Italia: Visita del Presidente del Consiglio Draghi in Israele e Palestina

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, lunedì 13 e martedì 14 giugno è in Israele e Palestina. Questa mattina, dopo la visita al Museo dell’Olocausto, ha incontrato il Primo Ministro israeliano, Naftali Bennett, e in seguito hanno rilasciato dichiarazioni congiunte alla stampa. Nel pomeriggio, a Ramallah, l’incontro con il Primo Ministro Palestinese, Mohammad Shtayyeh. Al termine, la cerimonia di firma di intese bilaterali tra Italia e Palestina e le dichiarazioni alla stampa

 

Dichiarazioni alla stampa del Presidente Draghi con il Primo Ministro israeliano, Naftali Bennett

Grazie caro amico,
sono molto felice di essere qui oggi. Ringrazio il Presidente Herzog che ho visto ieri, ringrazio il mio caro amico Bennett per l’invito e la calorosa accoglienza.
Prima di tutto vorrei esprimere le condoglianze, del governo italiano e mie, per la scomparsa di uno scrittore grandemente amato in Italia. Abraham Yehoshua. Poi volevo dire che l’esperienza di stamattina è stata una grande emozione, visitare il memoriale dello Yad Vashem. La sua testimonianza contro l’odio, la violenza, l’indifferenza, è particolarmente importante in questo momento. L’Italia è impegnata con la massima determinazione a contrastare l’antisemitismo in tutte le sue forme, e a difendere i valori fondanti della nostra Repubblica e dell’Unione europea: pace, tolleranza e fratellanza.

Israele è per l’Italia un Paese amico, un partner fondamentale. I nostri rapporti sono stretti, si sono rafforzati ulteriormente negli ultimi anni in ambito sanitario, economico, commerciale. Dall’inizio della pandemia c’è stato un continuo scambio di informazioni tra i nostri governi per migliorare le nostre strategie di vaccinazione e di contenimento dei contagi.
Vogliamo che questa collaborazione in campo medico e in campo scientifico prosegua e si estenda anche in molti altri campi.

Nonostante il Covid-19 gli scambi commerciali sono aumentati nel 2021 e questa tendenza sembra confermata anche quest’anno.

Vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione soprattutto nei settori più innovativi come: la robotica, la mobilità sostenibile, l’aerospazio e la tecnologia applicata all’agricoltura. L’accordo bilaterale per la cooperazione scientifica e industriale, che abbiamo firmato nel 2002, e le collaborazioni avviate con start-up locali, offrono un modello da seguire. Sul fronte energetico lavoriamo insieme nell’utilizzo delle risorse di gas del Mediterraneo per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Vogliamo ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, e accelerare la transizione energetica verso gli obiettivi climatici che ci siamo dati.

Con il primo ministro Bennett abbiamo discusso anche delle crisi internazionali in corso, in particolare della guerra in Ucraina.

L’Italia sostiene e continuerà a sostenere in maniera convinta l’Ucraina e il suo desiderio di far parte dell’Unione Europea.

Voglio ringraziare il governo israeliano per il suo sforzo di mediazione in questa crisi.

Il governo italiano continua a lavorare perché si giunga quanto prima a un cessate il fuoco e a negoziati di pace nei termini che l’Ucraina riterrà accettabili.
Abbiamo discusso anche del rischio di catastrofe alimentare dovuta al blocco dei porti del Mar Nero e abbiamo concluso che dobbiamo veramente operare con la massima urgenza dei corridoi sicuri per il trasporto del grano.

Abbiamo pochissimo tempo, perché tra poche settimane il nuovo raccolto sarà pronto e potrebbe essere, a quel punto, impossibile conservarlo.
Gli incontri di questi giorni ci hanno permesso di esaminare insieme la situazione della regione e sostenere il processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi.
Abbiamo affrontato la situazione in Libano e in Siria, la cui stabilità impatta sull’intera area, e abbiamo esaminato la possibilità di un rilancio del processo di pace con la Palestina.
Si tratta di un tema che approfondirò anche oggi pomeriggio durante la mia visita a Ramallah.

Grazie caro amico.

 

Gerusalemme, il Presidente Draghi interviene allo Yad Vashem

Lo Yad Vashem testimonia gli orrori della Shoah ma anche il coraggio di chi si oppose.
Ci ricorda il dovere della Memoria, della lotta all’indifferenza, del contrasto all’antisemitismo.
L’Italia è impegnata con forza nella difesa della dignità umana, nel rigetto di ogni forma di odio, nel rifiuto di ogni discriminazione, nella ricerca della Pace.
Possa il silenzio di questo luogo esserci di aiuto per affrontare la violenza dei nostri tempi.

 

Intervento del Presidente Draghi al Tempio italiano di Gerusalemme

Autorità tutte,
Cari membri della comunità italiana,

Sono molto felice di essere qui oggi con voi al Tempio Italiano di Gerusalemme.
Da sessant’anni, questo Tempio rappresenta un punto di riferimento religioso, culturale e sociale per gli italiani in Israele.
Come ho appena appreso, è stato costruito a Conegliano Veneto nel 18esimo secolo, è stato smontato, trasportato e ricostruito a Gerusalemme.
Oggi continua a essere – come voi – un pezzo d’Italia in Israele.

Lo sviluppo della Comunità ebraica italiana in Israele è legato soprattutto ai terribili fatti del Ventennio, in particolare all’introduzione delle leggi razziali nel 1938, quelle che anticiparono l’Olocausto.
Gli orrori del nazifascismo non hanno però scalfito lo spirito dell’antica diaspora ebraica in Italia – che ancora oggi è ricca di energia, di spirito, di tradizione.
Dal dopoguerra a oggi, i legami tra le nostre comunità si sono rafforzati, in ogni campo.
Nella ricerca, tramite la collaborazione universitaria e tramite il lavoro dei singoli – come Giulio Racah, che contribuì in modo significativo a sviluppare la fisica qui in Israele.
Nell’economia, grazie alle floride attività imprenditoriali di emigranti italiani in Israele e di israeliani in Italia.
Nel campo della cultura, dal cinema alla letteratura, dall’architettura al design.

Le istituzioni e la società civile italiane sono da tanti anni attivi nella lotta all’antisemitismo, in ambito nazionale e internazionale.
Il Governo è impegnato a rafforzare la memoria della Shoah e a contrastare le discriminazioni di ogni tipo contro gli ebrei.
Lo facciamo con la Strategia nazionale, coordinata dalla Professoressa Santerini, e con la Commissione straordinaria presieduta dalla Senatrice Segre.
Abbiamo adottato la definizione dell’antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance per affrontare pregiudizi e stereotipi – dalle scuole all’amministrazione pubblica.
Vogliamo promuovere la conoscenza della cultura ebraica nei musei italiani e coltivare il dialogo tra religioni e fedi per favorire la conoscenza reciproca.
A questo proposito, il dottorato in studi ebraici dell’Università di Bologna, che per tanto tempo era stato inattivo, è stato ripreso e ora è ripartito.
Questi sforzi sono essenziali per tutelare la dignità umana, contrastare l’ignoranza, sconfiggere l’indifferenza.

In momenti di crisi, di incertezza, di guerra – come quello che stiamo vivendo – è ancora più importante opporsi con fermezza all’uso politico dell’odio.
Dobbiamo promuovere la tolleranza, il rispetto reciproco, l’amore per il prossimo: questi sono i veri ingredienti di una pace duratura.
La storia della vostra comunità è un esempio a cui guardare con orgoglio.

Grazie.

 

 

 

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