Toscana: Oggi 29/04 Comunicati Stampa Asl Toscana Sud Est in data odierna

L’intervento psicologico nelle malattie croniche e degenerative

Nuovo servizio dell’Asl per sostenere il benessere dei pazienti e delle famiglie

Un importante progetto è stato attivato dall’Asl Toscana sud est. Si tratta del sostegno alle persone (minori e adulti) colpiti da malattie croniche neurodegenerative o neuromuscolari (ad esempio la Sla, la sclerosi multipla o la distrofia muscolare di Duchenne) ai loro familiari e agli operatori sanitari che seguono le loro cure.

Da tempo sono state attivate negli ospedali San Donato, Misericordia e Campostaggia le Unità operative semplici di Psicologia ospedaliera che fungono da collegamento tra le attività erogate in ospedale e quelle sul territorio -tra ricovero e casa- per le persone colpite da malattie croniche. Partendo da queste esperienze, la Direzione dell’Asl, in collaborazione con il Dipartimento di Salute mentale, ha deciso di attivare un progetto di supporto psicologico per pazienti con patologie neurodegenerative.

L’obiettivo principale è quello di offrire un approccio globale alla cura delle persone e delle famiglie lungo l’intero decorso della malattia e nei momenti particolarmente complessi: la comunicazione della diagnosi, le scelte terapeutiche talvolta invasive e/o la sospensione delle cure. Il supporto psicologico sarà offerto ai pazienti ai familiari (centrale nel benessere della persona colpita da una grave malattia) e al personale sanitario coinvolto nella cura.

Esiste evidenza scientifica di come una cura che comprenda anche gli aspetti psicologici migliori la loro efficacia e di quanto faciliti le persone nell’affrontare le sfide che la malattia grave comporta. Per tutte le persone colpite da gravi malattie, ammalarsi comporta un cambiamento radicale rispetto alla vita conosciuta fino a quel momento. L’arrivo di una malattia impone sfide a tutto il nucleo familiare e la ricerca di un nuovo significato della propria vita. La persona colpita esperimenta come la presenza della malattia determini la vita quotidiana per sè e per tutta la famiglia, e si trova a dover trovare il miglior adattamento possibile alla nuova condizione. Chi si ammala – e i suoi cari – si ritrova necessariamente a riorganizzare le proprie abitudini, le aspettative sul futuro, deve ridefinire la propria identità e, frequentemente vede modificare il proprio ruolo sociale.

La ricerca mette in evidenza come le persone – e le famiglie – che vivono con queste patologie, esperimentino uno stato di sofferenza, che in ambito di studio viene definito come distress, in alcuni casi con sovrapposizione di condizioni di destabilizzazione psicologica o psicopatologia conclamata. Effettivamente, la sofferenza psicofisica frequentemente comporta un deterioramento della qualità della vita del paziente e dei familiari, e potrebbe incidere anche sull’aderenza alle cure, sugli esiti della riabilitazione; vale a dire sul benessere globale della persona e della famiglia.

L’adattamento a queste situazioni può comportare anche l’insorgenza di stati d’ansia e depressione, con i rischi sulla qualità di vita e sulla stabilità delle persone sopra elencati. Il supporto psicologico svolto anche al domicilio si è rivelato efficace in queste situazioni, data anche le difficoltà inerenti alla condizione di salute del paziente e delle difficoltà organizzative delle famiglie. Il supporto psicologico in questo caso mira non solo a contenere la sofferenza ma anche a riattivare le risorse, sempre presenti nelle persone, necessarie per fronteggiare le sfide che la vita ha messo davanti.

L’attività di supporto psicologico nasce anche in risposta alle istanze e alle azioni positive delle associazioni a tutela delle persone con malattie neurodegenerative presenti sul territorio, rafforzando la collaborazione che già da tempo l’Azienda sanitaria ha con le stesse.

Il supporto psicologico potrà essere attivato, previo consenso dell’interessato, dall’equipe che effettua la valutazione diagnostica, dal medico di medicina generale, dai servizi territoriali che hanno già in carico i pazienti con patologie neurodegenerative e/o dai Punti Insieme aziendali.

Conoscere e gestire la celachia – Progetto innovativo dell’Asl

Corsi gratuiti per 200 operatori del settore alimentare

Il servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl Toscana sud est assieme alla Uop Dietetica, grazie a un progetto finanziato dalla Regione Toscana ha organizzato un percorso di formazione gratuito per alimentaristi in tema di celiachia. In Italia questa patologia cronica autoimmune dell’intestino tenue coinvolge circa 240mila persone e si concentra nella fascia di età tra i 18 ed i 59 anni. Si tratta di un progetto originale e tra i primi in Italia per intensità e livello, rivolto alle attività di ristorazione e/o somministrazione di alimenti di tutta la zona Asl.

“Un progetto ambizioso, – dichiara Nicola Vigiani direttore Uoc Igiene degli alimenti e della nutrizione – Area Est e coordinatore del programma, – che arriverà a coinvolgere 200 operatori alimentari: dai cuochi, ai direttori di sala, fino ai responsabile del piano di autocontrollo e i pizzaioli…insomma una formazione aperta a tutti coloro che in un modo diretto o indiretto sono coinvolti nella preparazione e manipolazione del cibo. Si tratta di 8 giornate, realizzate in remoto in modalità Fad sincrona, che partiranno da lunedì 9 maggio.

La mattina sarà dedicata a fornire informazioni di base sulla malattia celiaca, sugli alimenti naturalmente privi di glutine e specificamente formulati per celiaci ed analizzare la prevenzione della contaminazione da glutine degli alimenti durante le varie fasi del ciclo e le varie normative che regolano questo ambito.

Il pomeriggio il corso proseguirà con una formazione pratica, curata in collaborazione con l’Istituto Alberghiero ITAS Vegni, con realizzazioni di menù gluten free, analisi delle linee guida per stesura menù e approfondimenti sulla corretta comunicazione cucina/sala e su singoli prodotti (da forno, dolci e paste). Il corso di formazione è differenziato in base al profilo di rischio (basso, medio, elevato) cui è associata l’attività alimentare, basato sul criterio della valutazione del rischio di contaminazione da glutine del prodotto finale.”

“Questo ciclo di corsi, – sottolinea Gloria Turi, direttore dell’Unità operativa di Dietetica professionale dell’Asl Toscana sud est, – segna un passo nuovo nella formazione dei ristoratori che vogliano preparare un pasto senza glutine, poiché, oltre ai contenuti aggiornati riservati alla parte teorica, per la parte pratica, insieme alle pietanze tradizionali, sono state considerate le attuali tendenze legate alla ristorazione extradomestica, come può essere l’aperitivo accompagnato da finger food, riservando quindi uno sguardo attento alle preferenze di tutte le fasce d’età dei cittadini celiaci.”

Per quanto riguarda la parte pratica al fine di garantire una formazione completa è richiesta la partecipazione direttamente dalla cucina/laboratorio della propria azienda in modo da poter sperimentare in diretta le preparazioni proposte dai docenti del corso per le quali riceveranno in anticipo gli elenchi degli ingredienti da procurarsi. A ogni edizione del corso potranno partecipare massimo 25 persone residenti o che lavorano in Toscana e le iscrizioni verranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili, dando la priorità a chi risiede o lavora nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena.

Gli interessati dovranno compilare il modulo di iscrizione allegato e inviarlo al seguente indirizzo: sportelloceliachia@uslsudest.toscana.it

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