Toscana, SI Toscana: “La legge 92 è un attacco alla legge Marson”

La famosa e molto apprezzata legge Toscana sul governo del territorio (legge regionale 65 del 2014 nota come “legge Marson”) ha dovuto subire, nel corso di questi 8 anni, molte modifiche e vere e proprie aggressioni; adesso, con l’approvazione della legge 92, promossa da PD e Italia Viva, subisce l’ennesimo attacco uscendone profondamente ridimensionata della sua originaria carica innovativa.

La versione della Legge 92 approvata è stata modificata rispetto alla prima proposta della maggioranza, questo grazie alla mobilitazione, alle proteste e all’indignazione che aveva suscitato: PD e IV sono stati infatti costretti a fare un piccolo passo indietro perché avevano esagerato ed erano a rischio di essere impugnata per incostituzionalità. Ma è solo un piccolo passo indietro. Rispetto a prima, le opere finanziate con soldi del PNRR, non sono più esonerate dalle procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) che è una prescrizione fissata da una normativa europea e recepita da una legge dello Stato e che loro volevano bypassare, però tali progetti restano esonerati dalla VAS, la Valutazione Ambientale Strategica. Cosa significa questo? Un esempio su tutti, il mega progetto della base militare di Coltano nel Parco di S. Rossore non verrà sottoposta a Vas perché finanziata con fondi PNRR.

Pur di intercettare più soldi possibili del PNRR si è arrivati al punto di tentare di stravolgere i principi di tutela del paesaggio e dell’ambiente. Questa Legge del PD e IV cancella qualsiasi forma di partecipazione dei cittadini che era un punto qualificante della Legge Marson, strumento importante per evitare ricorsi con il conseguente blocco dei progetti. Adesso ci sono solo 15 giorni per presentare osservazioni e in questo modo viene mortificato il ruolo dei consigli comunali, che avranno solo un potere di ratifica delle decisioni prese in conferenza dei servizi. Non solo. Basterà uno studio di fattibilità per approvare una variante agli strumenti urbanistici dei Comuni. Una cosa mai vista prima in Italia.

Come se non bastasse, i Comuni che non hanno gli strumenti urbanistici aggiornati, possono varare varianti con iter ordinario per opere di privati anche parzialmente finanziate dal PNRR, in questo modo si abbatte il principio dello stop al nuovo consumo di suolo che era nella Legge 65.

Parlano di transizione ecologica e promuovono una legge che va ostinatamente e irresponsabilmente nella direzione contraria alla esigenza di contenere la pesante crisi ambientale, i cambiamenti climatici e, soprattutto, va contro la necessità di porre un freno alla cementificazione e al consumo del suolo. Nell’ultimo anno, quasi due metri quadrati ogni secondo di aree agricole e naturali sono stati sostituite da nuovi cantieri, edifici, infrastrutture o altre coperture artificiali. In Italia altri 56 chilometri quadrati di suolo, cioè più di 15 ettari al giorno, sono andati persi, in Toscana si sono cementificati nel 2020 ben 214 ettari di suolo

Tutta l’operazione è stata fatta nel nome della semplificazione la parola magica, accattivante, utile per illudere i cittadini in un’epoca dove cresce l’allergia e l’insofferenza nei confronti delle regole. Se l’obiettivo vero era solo quello di accelerare i progetti del PNRR, bastava solo rafforzare il sostegno tecnico ai progetti più importanti e complessi piuttosto che varare uno stravolgimento generale di una Legge di cui la Toscana andava orgogliosa

Eugenio Baronti, responsabile Ambiente Sinistra Italiana Toscana

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