Siena, Piccini: “Business plan palasport, al peggio non c’è mai fine”

“Era da supporre che con il bando dello stadio la Giunta avesse dato il massimo in quanto a caos tecnico-amministrativo, viceversa, quel bando ritenuto insuperabile è stato stracciato in peggio con l’operazione Palasport, cioè con l’”acquisizione” da parte del Comune dello stesso.

Il primo caso è quello di un impianto sportivo pubblico dato in concessione a dei privati, come risoluzione degli impellenti lavori di adeguamento di spettanza pubblica, pena la prossima inagibilità dello stadio, considerata un’ipotesi da evitare e strategica.

Il secondo caso, che rappresenta una vera e propria capriola: l’impianto sportivo è privato ed è il Comune che acquisisce il bene, si accolla i costi di adeguamento, anche in questo caso urgente, pena l’inagibilità del Palasport.

Ci hanno consegnato un documento esplicativo a poche ore dal Consiglio Comunale per l’approvazione di un’operazione complessa certamente onerosa per l’Amm.ne Pubblica. Tale documento sarebbe da leggere secondo la filosofia dell’amministrazione proponente come uno spartito dove sembra apparire, ma non è proprio sicuro l’interesse pubblico (in una associazione privata). La donazione modale è la prima volta che si applicherebbe  fra un privato e un soggetto pubblico in Italia.

Il documento si compone di 4, 5 pagine di delibera, 4 pagine di Certificato Urbanistico (Il segretario comunale ha comunicato in commissione che il condono edilizio è stato richiesto dalla Polisportiva, ma non ancora rilasciato) e 34 slides (cioè stampe con visualizzazioni sintetiche) per spiegare un’operazione di notevole complessità.

Quindi si hanno notizie, ovviamente senza poterle analizzare nel dettaglio con i tempi necessari che:

1- l’Amministrazione comunale ha dato incarico a un legale per studiare la fattibilità dell’operazione.

Ovviamente non vi è traccia dell’incarico, delle sue modalità, del suo costo. Di tale parere non si è mai parlato nel dettaglio né nella Commissione Sport, né nella Commissione Affari Generali, ma soprattutto non vi è traccia della Relazione a firma dello stesso Segretario l’unico a cui fanno riferimento i consiglieri comunali.

2- Si ammette (comma 4 della Delibera) un: ”percorso di comune interesse ed utilità salvaguardando gli interessi della Polisportiva…”

In pratica vi sono elementi di tutela e di privilegio da parte dell’Amm.ne a tutela di privati in quanto il salvataggio della Polisportiva premerebbe ai cittadini senesi nella loro totalità, il problema vero è il “come” tutto ciò avverrebbe. Domanda: come può salvarsi la Polisportiva se dona il bene immobiliare e poi gli affitti che riscuoteva annualmente dalle società utenti del Palasport vanno a beneficio del Comune? Quindi si guarda al bene non al consolidamento della associazione. Cosa che sarebbe stato possibile se solo si fossero utilizzate altre strategie. Comune che deve pretendere i ricavi a carico della Polisportiva iper tenere in equilibrio il business plan che impedisce allo stesso tempo la possibilità di dare in gestione il bene ad altri soggetti come ad esempio: il Costone, la Virtus, Emmavillas ed altri soggetti presenti in città.

3- 6° comma: il Consiglio Comunale deve dichiarare l’interesse pubblico

Quindi il Consiglio Comunale deve deliberare l’interesse pubblico solo attraverso gli elementi minimi messi a disposizione: 5 punti di 22 righe totali, in più come in un corso di scolaretti 34 slides, ma nessuno sottolinea che il Palasport è gravato da ipoteca.

4- Primo elemento di valutazione del pubblico interesse elencato nel testo della delibera: la Mens Sana “dona” il Palasport al Comune; quindi il Comune lo acquisisce per “donazione” 

Una donazione molto onerosa visto che il Comune si accolla un onere di 1.100.000,00 € di lavori

5-Secondo elemento di valutazione del pubblico interesse elencato nel testo della delibera: il valore del bene è di 1.400.000,00 €

Tale valore sarebbe frutto di una perizia di stima della parte cedente essendo stata riportata in delibera l’accettazione dovrebbe essere stata verificata (cosa che non risulta). Tali documenti non sono disponibili (il primo) o non esistono (il secondo). Inoltre non credo sia possibile per l’Amm.ne comunale appostare tale valore a patrimonio senza verifica. 

Il valora di 1.400.00,00 € non troverebbe giustificazione né in termini di stima derivante da redditività, né in termini di valore patrimoniale.

Probabilmente tale valore è solo derivante dalla necessità di giustificare l’operazione stessa e comunque non avendo pezze di appoggio a disposizione é lecito pensarlo.

6- Terzo elemento di valutazione del pubblico interesse elencato nel testo della delibera: la Polisportiva avrà assicurati spazi ed orari e concorrerà per 110.000,00 € annui alle spese di gestione e cederà al Comune i propri contratti di locazione e i relativi proventi

Si prende atto che non è noto il protocollo d’intesa sull’uso del bene che diverrà pubblico. E’ certo, però, che la Mens Sana avrà comunque oneri per 110.000,00 € annui e non avrà più entrate da locazioni

7– Quarto elemento di valutazione del pubblico interesse elencato nel testo della delibera: la Mens Sana dona anche un progetto esecutivo che prevede 1.100.00,00 € di lavori di adeguamento

Problema centrale.

Il Comune si accolla tali costi, tuttavia:

– ad oggi del progetto esecutivo (di un’opera pubblica) non vi è traccia, 

– di tali costi non vi è conoscenza  per un’analisi anche sommaria,

– non si capisce se l’importo sopra ricordato sia al netto o al lordo di ogni onere,

– non vi è specifica se si tratta dei lavori di adeguamento sismico per l’agibilità o di piccoli ripristini di opere fatte nell’immediatezza,

– se tale intervento è l’esecuzione o la programmazione richiesta dal Genio Civile (scaduta peraltro il 31/10/2021),

– se è intenzione dell’Amministrazione di rinviare gli interventi decisivi al termine ultimo di scadenza del 2027. 

Nel seguito del testo sembra di capire che il Comune ritiene di ricavare 135.000,00 € dalla gestione del Palasport ovviamente senza chiarire come, con quale strumento (bando di assegnazione  ad esempio) e senza alcun giustificativo, così in fede.

Poi si specifica (3° pagina della Delibera, 3° comma): ”l’intervento progettuale dell’ing. Pazzaglia non impegna il Comune rispetto a ulteriori processi di adeguamento antisismico”. Il caos ora è totale: ma non era l’adeguamento la necessità che aveva promosso e giustificato tutta l’operazione? 

Inoltre si dichiara che tale progetto è depositato in atti, a noi non risulta.

Vi sono infine da segnalare in appendice :

– il business plan è costituito da un foglio di 12 voci tra entrate e uscite, 

– la fattibilità tecnico-giuridica da un foglio di 17 righe,

– fattibilità contrattuale 42 righe (peraltro all’interno delle quali si specifica il “diritto di utilizzo del progetto esecutivo di adeguamento sismico predisposto a cura di professionisti di fiducia del donante”, contraddicendo lo stesso contenuto della delibera.

Su questo caos il Consiglio Comunale è chiamato a deliberare!

Ma vi è un’ultima perla: tra le righe si legge che qualora la Mens Sana avesse attività non solo dilettantistica il tutto è da rivedere. Cioè se il basket andasse in “A” per tentare di riportare la Mens Sana ai successi del passato, allora l’accordo è da rivedere.

Cosa si intende per interesse pubblico che il Consiglio Comunale dovrebbe deliberare? L’interesse dell’Amministrazione comunale che in questo caso non esiste o l’interesse di un privato anche se si tratta di una associazione?”

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