Siena, Potere al Popolo: “Letta, una candidatura da poltronificio”

“Pensando alle elezioni suppletive e all’ennesimo teatrino della politica che si prospetta, ci viene in mente la famosa massima di Cicerone: “Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’errore”. Ecco, noi crediamo che i cittadini di Siena e della provincia abbiano perso la pazienza e non siano più disposti ad essere trattati come comparse e ad essere chiamati in causa solo quando c’è da votare per distribuire poltrone. Il PD ha scelto il suo segretario Enrico Letta come candidato per il seggio del collegio Toscana XII, quello lasciato vuoto da Pier Carlo Padoan, eletto qui nel 2018 e finito a fare il presidente di Unicredit. Da un candidato espressione di quella classe dirigente con le “porte girevoli” tra politica e grandi interessi privati, ad un altro. Perché questo è considerato un collegio sicuro e quindi quella di Letta è una candidatura da poltronificio. Il partito ha bisogno di aumentare il numero dei suoi parlamentari, ha bisogno del suo segretario in parlamento ed ecco l’occasione delle suppletive in provincia di Siena, storico serbatoio di voti di cui hanno usufruito negli anni paracadutati come Amato, Boselli, Bassanini. E non è tanto una questione di nascita o di residenza, come dicono alcuni (basti pensare al Ceccuzzi), ma soprattutto politica. Come può Letta essere candidato in un territorio che subisce quotidianamente gli effetti delle politiche antipopolari portate avanti dal suo partito?
Certo la soluzione alternativa non può essere rappresentata dalla destra, non solo per i disvalori di cui è portatrice e per i disastri che sta combinando a Siena, ma perché sono sempre stati co-protagonisti del famoso groviglio, che vedeva tutte le forze politiche spartirsi il potere e le risorse del territorio per fare gli interessi di pochi e privilegiati referenti.
Il nostro territorio ha invece bisogno di una proposta alternativa che si occupi seriamente dei numerosi problemi che lo affliggono: un’economia in crisi e i tantissimi posti di lavoro persi, i giovani costretti a spostarsi altrove per costruirsi un futuro, le scuole che cadono a pezzi, le esternalizzazioni dei servizi pubblici, la desertificazione sociale e la mancanza di politiche giovanili, la gestione predatoria dell’ambiente.
Noi questa alternativa stiamo lavorando per costruirla!”

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