Siena: Biblioteca comunale degli Intronati, allestimento permanente della libreria progettata da Agostino Fantastici per lo studiolo di Giulio del Taja

La libreria in legno di cipresso, noce, ciliegio, bosso e palissandro fu disegnata da Agostino Fantastici e costruita dal falegname Venanzio di Girolamo Baroni tra 1824 e 1825 su incarico dell’aristocratico senese Giulio del Taja. Il mobile arredava in origine lo studio del nobiluomo nel palazzo familiare in via dei Montanini 53-63 a Siena. Al momento della vendita dell’immobile da parte degli eredi, negli anni Cinquanta del Novecento, fu trasferita e adattata in un ambiente della Villa del Serraglio, in località Monteliscai, di proprietà della medesima famiglia. Transitata infine sul mercato antiquario divenne di proprietà della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena nel 2006. Concessa da quest’ultima in comodato d’uso alla Biblioteca comunale degli Intronati (che conserva peraltro alcuni manoscritti e un ricco corpus di disegni di Fantastici, oltre ai libri d’arte che egli stesso volle lasciarvi per lascito testamentario), la libreria è stata restaurata e rimontata – adattandola all’ambiente appositamente individuato – in modo da essere sia goduta come oggetto d’arte, sia utilizzata per quella che è da sempre la sua funzione precipua.

Il restauro e la ricomposizione sono stati progettati ed eseguiti – sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto – da Simone Chiarugi, tra i massimi conoscitori, tanto come studioso quanto come restauratore, dell’opera degli ebanisti e intagliatori toscani del secolo XIX. Il progetto illuminotecnico e la fornitura dei corpi illuminanti sono di Rimani s.r.l., che ha contribuito all’impresa attraverso una sponsorizzazione tecnica.

 

L’opera è caratterizzata dall’utilizzo, insieme al noce, del legno di cipresso, un materiale che diventerà – a causa dei raffinati effetti pittorici – un tratto distintivo delle realizzazioni di Fantastici.

Il pavimento è composto da quattro grandi pannelli in cipresso con intarsi di noce e di palissandro a formare un ornato geometrico mistilineo; sui quattro lati sono disposte le pareti che ospitano gli sportelli e le scaffalature, dipinte a tempera e spartite da sottili colonne terminanti con alti capitelli decorati da motivi fitomorfi. Per tutto il perimetro della stanza, corre un fregio sul quale sono state applicate, in ordine, le lettere dell’alfabeto che servivano per la classificazione dei volumi.

Sotto il pavimento è inscritta la data “1824”, mentre sul retro di una delle scaffalature lasciò memoria di sé l’artigiano che eseguì l’opera: “Venanzio figlio di Girolamo Baroni Fallegname di Buon Convento fece il presente Lavoro sotto la direzione del Sig.r Agostino Fantastici Ingenniere ordinato dall’Ill.mo Sig.r Giulio del Taja l’anno 1825”.

“È stata un’operazione realizzata in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi – ha detto il sindaco Luigi De Mossi – che ringrazio per averci che ci ha messo a disposizione questo manufatto che arricchisce la nostra Biblioteca. La qualità del restauro è di altissimo livello – prosegue il sindaco – un grazie particolare va al restauratore, al presidente, al direttore e al consiglio della Biblioteca per l’ottimo lavoro svolto. Fantastici è stato un grande architetto-ingegnere che nel nostro territorio ha fatto moltissime importanti operazioni, ha lavorato al Teatro dei Rinnovati e al Teatro dei Rozzi. Anche le inferriate del Santa Maria della Scala sembra siano state realizzate proprio su disegno di Fantastici, inferriate che vorremmo presto riportare al loro splendore”.

“La libreria realizzata da Agostino Fantastici fa parte dal 2006 della collezione opere d’arte della Fondazione Mps che è interamente “vincolata in collezione” dal 2009 – ha spiegato il presidente della Fondazione Mps, Carlo Rossi – In un’ottica di massima valorizzazione delle nostre opere abbiamo deciso, in accordo con il Comune di Siena, di collocarla in comodato d’uso gratuito presso la Biblioteca Comunale, luogo di elezione per la raffinata e originale opera. Questa collocazione – continua Rossi – garantisce da un lato la migliore contestualizzazione in termini di spazi per ricreare l’opera, così come fu concepita dall’architetto Fantastici, dall’altro persegue il nostro obiettivo di rendere fruibile e accessibile il nostro patrimonio artistico alla cittadinanza. L’opera è stata rimontata ed esposta al pubblico una sola volta, nel 1992, in occasione della mostra “Agostino Fantastici architetto senese 1782-1845 organizzata dal Comune di Siena.  La presentazione di questa mattina assume una rilevanza artistica e conoscitiva e costituisce il primo di una serie di approfondimenti culturali, di concerto con l’Istituzione, per la valorizzazione del bene”.

 

Agostino Fantastici

Nacque a Siena nel 1782 da Bernardino, docente di matematica all’Università di Siena, architetto-ingegnere e agrimensore. Dopo un’iniziale formazione umanistica si trasferì attorno ai suoi ventiquattro anni a Roma, dove intraprese gli studi di architettura, i cui primi rudimenti certamente avrà tratto dall’attività e dagli insegnamenti del padre. Rientrato stabilmente a Siena attorno al 1809 si affermò come architetto, interpretando con consapevolezza e personalità lo stile neoclassico allora in voga.

Nell’arco di più di trent’anni si applicò alla costruzione e alla trasformazione di edifici – particolarmente sul territorio senese – di ogni natura, sia religiosi (Convento di Santa Marta a Siena, cattedrali di Montalcino e Colle di val d’Elsa, chiesa di San Giuseppe e chiesa di San Pietro alla Magione a Siena, arredi di Santa Maria in Provenzano), sia pubblici e civili (tra i quali il teatro dei Rinnovati e il teatro dei Rozzi a Siena), sia di carattere residenziale, compresa la Villa Il Pavone a Siena, per la quale disegnò anche gli arredi in stile impero.

Al disegno di arredi e oggetti di arredamento, così come di elementi di ornato presenti nelle architetture e vestigia dell’antica Roma che accompagneranno sempre la sua opera di architetto, Fantastici rivolse costantemente attenzione sin dagli anni romani. Numerose nella sua carriera le progettazioni e realizzazioni di mobilia per abitazioni private e altri contesti, dagli arredi della già citata Villa Il Pavone all’alcova di palazzo d’Elci ai mobili della Farmacia ai Quattro Cantoni a Siena.

Morì a Siena nel 1845.

 

Giulio del Taja

Giulio di Flaminio del Taja, ultimo discendente della famiglia, nacque nel 1763 a Siena. Partecipò alla vita politica cittadina essendo eletto in Concistoro per cinque volte (1787, 1789, 1795, 1801, 1802); Soprintendente alle Regie Scuole Normali di San Niccolò in Sasso nel 1798 si sposò con Anna di Scipione Bargagli. Dopo la separazione dalla moglie visse per 22 anni a Milano. Nel 1820 fece erigere un mausoleo per Pietro Mascagni e nel 1825 fu nominato Ciambellano di Corte dal Granduca. Fu Direttore del Regio Istituto di Belle Arti di Siena e ciò gli permise di conoscere il patrimonio artistico senese più di qualunque altra figura del suo tempo; spesso venne chiamato a stimare collezioni d’arte o a dirimere successioni ereditarie complesse. Morì nel 1841 lasciando erede il nipote Carlo Grisaldi con l’obbligo che assumesse il proprio cognome.

 

Portavoce del sindaco

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