Siena: L’occupazione straordinaria del suolo pubblico nell’interrogazione di Valentini (PD)

L’occupazione straordinaria del suolo pubblico è stata oggetto di un’interrogazione presentata da Bruno Valentini (PD), e discussa oggi in Consiglio comunale. Nell’illustrazione dell’atto, il consigliere ha sottolineato che <<in molte città, come a Firenze, a differenza di Siena, l’ampliamento degli spazi messi a disposizione degli esercenti commerciali per permettere il distanziamento sociale dovuto al Covid-19 e per una ripresa dei consumi aumentando così l’offerta commerciale, è stato regolamentato da un disciplinare che ha stabilito criteri e norme a cui attenersi>>. Per questo motivo, Valentini ha chiesto di essere informato su <<quali siano stati i parametri adottati dal Comune per soddisfare le richieste in un’ottica di parità e uniformità di trattamento e del perché non si sia adottato velocemente un regolamento ad hoc. Inoltre come si intenda garantire la sicurezza della circolazione e quali siano le strategie messe in campo per aiutare la rete commerciale di Siena magari anche introducendo sconti IMU ai proprietari che accettino di ridurre temporaneamente i canoni di locazione in favore degli affittuari>>. A rispondere l’assessore al Commercio Alberto Tirelli: <<L’amministrazione preso atto della sussistenza della gravissima crisi economica e sociale e in particolare della crisi dei consumi provocata dalla pandemia da Covid 19 e dal conseguenziale lockdown, ha deciso di adottare azioni straordinarie di sostegno tra le quali quella di agevolare, per quanto possibile, in maniera immediata ed efficace il tessuto economico della città così gravemente ferito, nello specifico tutti gli esercenti di attività, nella ripresa economica>>. Da qui <<particolari disposizioni che rimangono comunque di natura emergenziale, temporanea ed eccezionale>>, ha specificato Tirelli ricordando le varie misure riguardanti l’occupazione di aree e spazi pubblici: <<I titolari di concessione sono stati esentati dal pagamento del canone fino al 31 dicembre 2020 con la possibilità di richiedere un ulteriore ampliamento di occupazione di suolo pubblico per poter recuperare in tutto o in parte i posti tavoli persi a causa del distanziamento di sicurezza>>. Non solo, <<sono state ridefinite – ha proseguito – le modalità relative alla concessione di suolo pubblico agevolando, se pur nel rispetto del distanziamento sociale, tutte le attività commerciali, artigianali e di somministrazione per la collocazione di ulteriori tavoli, piani di appoggio, sedute e ombrelloni e arredi di cortesia dove possibile, tenendo sempre conto del rispetto delle prescrizioni in tema di circolazione veicolare e pedonale previste dal codice della strada>>. L’assessore ha dunque sottolineato che <<per consentire alle attività l’ampliamento del suolo pubblico richiesto, sono state attuate anche modifiche alla viabilità di alcune vie del centro storico>> ed <<è stata concessa anche la possibilità di esposizione delle merci fuori dai propri esercizi>>. Inoltre per consentire <<la più celere risposta alle molteplici richieste degli esercenti, gli uffici competenti hanno adottato una procedura semplificata ricevendo tali richieste per posta elettronica all’indirizzo dedicato ripartiamoinsieme@comune,siena.it o a mezzo pec istituzionale all’indirizzo comune.siena@postacert.toscana.it concernenti un modulo contenente tutti i dati dell’attività e della richiesta di suolo pubblico con un’allegata planimetri tecnica>>. Tirelli ha poi ricordato che le richieste presentate sono state 283 di cui 250 hanno avuto parere positivo e che <<gli unici pareri parzialmente negativi sono dovuti a problematiche legate alla sicurezza della viabilità veicolare e pedonale>>. In poche settimane gli uffici, <<svolgendo uno straordinario e ottimo lavoro hanno gestito circa 1230 mail ordinarie oltre a 300 pec>>. Infine l’assessore ha ribadito che <<l’amministrazione ha agito con celerità e completa trasparenza garantendo imparzialità di trattamento e sicurezza per tutti i cittadini>>. Nella replica Valentini ha sottolineato che <<Siena tra le città d’arte subisce il più grosso calo di presenze perché questa amministrazione ha un modo di operare che non traina l’intera comunità, ma interviene in modo parziale e divida commercianti in Serie A e Serie B>> e indicando che <<a Firenze, invece, il Comune ha operato in modo celere, garantendo trasparenza e imparzialità, attraverso un regolamento approvato dal consiglio comunale invece di affidarsi alla discrezionalità di un funzionario o di un assessore>>. Per queste ragioni il consigliere si è detto <<completamente insoddisfatto>> della risposta.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Siena

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