Siena, Contrada della Chiocciola: Festa Titolare 2020

Senza tufo, senza cavalli ma soprattutto senza tamburi e bandiere giallo e rosse in giro per Siena.
Per noi Chiocciolini, infatti, il 29 Giugno non è solo l’inizio dei quattro giorni di Palio ma la Festa Titolare da sempre.
Mi mancherà indossare la montura, cadenzare il passo e raddoppiare in batteria con gli altri tamburini, incontrare gli amici nelle altre consorelle, il rientro frettoloso della mattina per poi andare in Piazza a prendere il cavallo, quando corriamo, la ripartenza del primo pomeriggio, le indiscrezioni sulla monta strada facendo, l’incontro con i piccoli chiocciolini per poi andare in Provenzano a portare il cero, assistere alla prova dalle finestre del palazzo comunale, il rientro dopo calpestando il tufo, l’ingresso in San Marco imbandierato e illuminato a festa sulle note dell’inno suonato dalla banda, la stanchezza ma la fierezza di avere indossato nuovamente la montura che da 40 anni scandisce la mia vita contradaiola .

Nicola Peccianti

Nicola Peccianti

Davide Burroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SANTO PATRONO CONTRADA DELLA CHIOCCIOLA

La Festa titolare della Contrada della Chiocciola viene celebrata in onore dei Santi Pietro e Paolo. Nella liturgia della Chiesa Cattolica ricorre il 29 giugno. La Chiocciola è l’unica Contrada che festeggia la Festa Titolare a prescindere dal giorno settimanale. La Festa Titolare ha luogo infatti il 29 giugno, anche se è il giorno della Tratta del Palio di luglio.

La chiesa della Chiocciola è quella che fu del monastero delle monache di San Paolo che nacque in un luogo chiamato “Certosina” situato poco fuori porta San Marco, con atto di fondazione del 22 settembre 1344.

L’edificio religioso si doveva affacciare su via delle Sperandie, alcuni metri a valle, dopo aver oltrepassato il cavalcavia che fa da ingresso alla chiesa attuale.
Fino a tutto il XVI secolo fu quella la chiesa del monastero di San Paolo, ma a partire dagli inizi del XVII secolo si sentì la necessità di dotarsi di un nuovo edificio di culto a causa dello spazio non più sufficiente per l’accresciuto numero di monache.

Nell’anno 1609 la badessa suor Eufrasia Piccolomini istituì un registro nel quale furono annotate tutte le spese per la fabbrica della nuova chiesa. La novità del progetto, assegnato al senese Flaminio del Turco, consisteva nel fatto che la nuova chiesa si sarebbe affacciata non più su via delle Sperandie, bensì su via San Marco attraverso la costruzione di un cavalcavia. Per superare il dislivello fu necessario costruire un altro ambiente al di sotto della chiesa: una cripta. I lavori ebbero inizio cinque anni più tardi, nel 1614, e a causa di difficoltà economiche incontrate si protrassero a lungo, tanto che solo nel 1634 si mise mano ad edificare la facciata su via San Marco, più arretrata rispetto all’attuale. Il coro soprastante al cavalcavia non era stato ancora realizzato e quindi nemmeno la facciata che oggi vediamo. Dovevano passare però altri undici anni prima che la chiesa venisse dotata di una cupola, la cui costruzione venne puntualmente annotata nelle carte del monastero a partire dall’8 maggio 1645.
Il cupolino o lanterna della cupola, che a seguito del forte terremoto dell’anno 1798 crollò rovinosamente, fu nuovamente ricostruito nel 1818 dall’architetto senese Agostino Fantastici secondo canoni neoclassici. In quest’anno la chiesa non apparteneva più al monastero di San Paolo che, in base alle riforme napoleoniche era stato soppresso otto anni prima a seguito di un’ordinanza del Prefetto dell’Ombrone del 3 ottobre 1810. A seguito di tale soppressione, i locali del monastero vennero venduti a privati, mentre la chiesa, nel 1813, fu assegnata alla contrada della Chiocciola che sconsacrò il primitivo oratorio intitolato alla Madonna del Rosario. A seguito della nuova acquisizione, anche il titolo della nuova chiesa fu cambiato in quello dei Santi Pietro e Paolo.
Coronando infine un progetto lungo diversi anni, nel 1974 la contrada riuscì ad acquisire anche la cripta della chiesa, ormai ridotta a locale degradato e fatiscente, che con un sapiente restauro fu adattato a nuova sala delle vittorie dove sono custoditi tutti i palii vinti e le memorie storiche più significative della Chiocciola.”

 

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