Palio di Asti: La vittoria di San Pietro nel Palio del 1973

PALIO 1973: “SPINGARDA” REGALA LA TRIPLETTA
A SAN PIETRO

Eccovi una nuova pillola di storia paliesca: siamo arrivati al 1973. Scrivo sperando di non tediare nessuno, con l’auspicio che poco alla volta la situazione d’emergenza che stiamo vivendo vada attenuandosi per poi risolversi. Eccovi i soliti tre minuti di lettura, il tuffo nel passato quotidiano…. sperando possa essere utile, seppur per poco, ad accantonare i brutti pensieri e le preoccupazioni. Un sogno velocissimo, insomma…

Il Palio 1973 fa segnare il terzo trionfo in sette anni del Borgo San Pietro, portando alla ribalta un fantino, Rinaldo Spiga, che scriverà pagine importanti nella storia della manifestazione, anche se non riuscirà più a vincerla. “Spingarda” monta una cavalla di cui è proprietario Ettore Simonazzi, protagonista l’anno precedente del famoso episodio della trattenuta di due purosangue tra i canapi.

Rettore del Borgo vittorioso è Sergio Sconfienza, grande uomo di cavalli, che nel dopo corsa riabiliterà, almeno a parole, proprio Simonazzi, giudicandolo personaggio istrionico ed insostituibile per il Palio.
Simonazzi, ai tempi soprannominato “il tornado di Villa Raggio” commentò: «Ringrazio Sconfienza per la grande fiducia che mi ha accordato. Eccezion fatta per San Pietro, da tutti gli altri Borghi venivo considerato un “appestato”».
Grande favorita della vigilia è Santa Maria Nuova, che insegue il bis avendo vinto l’anno precedente con Gigino Sassano. Grego, fantino rosazzurro, parte però male nella finale e quando arriva ad insidiare Spiga in testa alla corsa viene respinto a suon di nerbate.
Ottimo l’operato del mossiere, il senese Sabatino Vanni, chiamato da Felice Appiano a rimpiazzare Castellani. Gran pubblico sulle tribune e nel parterre. Sempre più turisti in città sia nel giorno della corsa che in quelli precedenti.

Batterie: due, ognuna di tre giri, i primi tre in finale. Capitano: Romano Coppellotti. Magistrati: Mario Quirico e Nando Olivero. Mossiere: Sabatino Vanni (Siena).
Maestro del Palio: Gea Baussano.

Prima batteria
Dallo steccato: San Lazzaro (Renato Magari su Sirikit), San Martino San Rocco (Giuseppe Bertolino su Temerario, vero nome Tom Jones), San Paolo (Alfredo Perraro su Santanin, vero nome Nin), Costigliole (Sergio Ruiu su Amarevole, vero nome Napata), Santa Maria Nuova (Graziano Grego su Birillo, vero nome Sherr Gall), Don Bosco Viatosto (Osvaldo Santucho su Tris, vero nome Moc) e Nizza (Alessandro Ponchione su Baltik).

A dare spettacolo al via è Nizza. Il polacco Baltik, essendo un cavallo proveniente dalle corse a siepi, tenta di saltare il canapo e “scarica” il fantino Ponchione. Alla mossa valida resta fermo come una statua Tom Jones di San Martino San Rocco. Al comando va Santa Maria Nuova, insidiata da San Paolo. Durante il secondo giro cadono Nizza e Don Bosco Viatosto. Intanto in terza posizione si è portato Ruiu (Costigliole). Accedono alla finale Santa Maria Nuova, San Paolo e Costigliole.

Seconda batteria
Dallo steccato: San Secondo (Lorenzo Viarengo su Vinnasca), Tanaro-Trincere-Torrazzo (Francesco Zerbinati su Raschinet, vero nome Corialo), San Silvestro (Maurizio Mattei su Tempesta), San Pietro (Rinaldo Spiga su Speranza, vero nome Avella), Canelli (Giorgio Revello su Spumantino, vero nome Epa), Torretta (Antonio Pigliaru su Poupouche) e Cattedrale (Mauro Finotto su Guastafeste).

Se la prima batteria era stata combattuta e piena di cadute, la seconda si rivela l’esatto contrario. La terna composta da San Pietro, Torretta e Tanaro prende subito il largo e le accoppiate procedono in quest’ordine per tutti e tre i giri. La corsa appare così calma e poco combattuta da far supporre una “combine”. Ipotesi poi seccamente smentita. A rendere tutto facile per il trio già menzionato è la pochezza dei rivali, che non arrivano mai a lottare per le posizioni di testa. Da segnalare nel secondo giro la caduta di Mattei, fantino di San Silvestro. In finale San Pietro, Torretta e Tanaro-Trincere-Torrazzo.

Finale
Dallo steccato: San Paolo, Tanaro, San Pietro, Santa Maria Nuova, Torretta e Costigliole. La corsa è spettacolare. Il cavallo di Santa Maria Nuova, montato da Grego, viene dato dagli addetti ai lavori quale favorito. Ma parte malissimo e deve spendere energie per rimontare dalla sesta posizione. Ad avere un avvio bruciante è invece San Pietro, con “Spingarda”, che gestisce la corsa con oculatezza.

Grego rimonta furiosamente nel terzo giro si porta in scia dell’accoppiata rossoverde sferrando l’attacco decisivo. Il fantino rosazzurro affianca quello di San Pietro in rettilineo e spinge poi forte in curva per portarsi al comando. Nel farlo Grego, all’esterno, commette però un errore decisivo, appoggiandosi a Spiga: una mossa che gli costa carissima. I due vengono a contatto e si scambiano furiose nerbate. Grego viene “pestato” duro da Spiga e cade subito dopo la curva. Lo scosso tenta l’impresa, ma il fantino rossoverde lo para magistralmente e va a vincere.

Ordine d’arrivo: 1° San Pietro (Spiga); 2° Santa Maria Nuova (scosso); 3° Tanaro (Zerbinati); 4° San Paolo (Perraro); 5° Torretta Nostra Signora di Lourdes (Pigliaru); 6° Costigliole (Ruiu).

I Rettori di quell’anno: San Pietro, Sergio Sconfienza; Santa Maria Nuova, Bruno Ercole; Tanaro-Trincere-Torrazzo, Michele Merlone; San Paolo, Giuseppe Cavanna; Torretta Nostra Signora di Lourdes, Giuseppe Penna; Costigliole, Medardo Gozzelino; Cattedrale, Giovanni Rustichelli; Don Bosco Viatosto, Pietro Sodano; San Lazzaro, Mario Torta; San Martino San Rocco, Lorenzo Ercole; San Secondo, Mario Martinetti; San Silvestro, Giuseppe Miroglio; Canelli, Giancarlo Pulacini e Nizza, Alfredo Barberis.

Autore: Max Elia

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