Siena, “Un mondo di ferro. La guerra nell’antichità”: Il libro di Marco Bettalli che ci accompagna nell’universo di Ares

Cosa significava combattere per i Greci e per i Romani? Cosa voleva dire indossare l’armatura e scendere sul campo di battaglia? Da queste domande ha inizio il viaggio del professore Marco Bettalli, ordinario di Storia Greca all’Ateneo senese, nell’antichità fatta di scontri e duelli che hanno lasciato una traccia formidabile nel nostro immaginario, e raccontato magistralmente nel suo ultimo libro: “Un mondo di ferro. La guerra nell’antichità” (ed. Laterza, 2019) Dalla guerra di Troia alle guerre persiane e del Peloponneso, l’epopea di Alessandro Magno fino alla guerra di Annibale contro Roma; queste le tappe principali di un percorso storico, ma non solo, che sarà al centro dell’incontro dei “Martedì senesi” alla Biblioteca Comunale degli Intronati, il 12 novembre alle 17,30, nella Sala Storica (via della Sapienza, 5). Un appuntamento a ingresso libero in compagnia, non solo dello stesso autore ma anche di Achille Mirizio, docente di Storia della Chiesa e presidente dell’Istituto Storico Diocesano di Siena, nonché del presidente del CdA della Biblioteca Raffaele Ascheri, per scavare nelle menti degli antichi e scoprire il loro profondissimo rapporto con il combattimento. <<Nessun Greco, come nessun Romano – si legge nel romanzo di Bettalli – ha mai immaginato un mondo senza guerre. Più che un’utopia, l’avrebbe ritenuta un’assurdità. Non che gli Ellenici e i Romani fossero amanti della guerra, ma essa era parte della vita. Così come era possibile finire catturati dai pirati durante un viaggio in mare per essere venduti come schiavi in qualche mercato dell’Egeo, o cadere vittima di un’epidemia o di una carestia, oppure, semplicemente, morire in giovane età per mille motivi, così era nell’ordine delle cose umane incappare in uno scontro, morire sul campo o restare invalidi e girare in cerca di un’improbabile guarigione. Solo chi si prendeva cura della difesa dai nemici esterni ed era pronto, nella buona stagione, a marciare fuori dai confini per combattere contro il nemico, poteva aspirare a definirsi cittadino>>. Un libro appassionante che ci avvicina all’universo psicologico dei nostri antenati e ce li restituisce, nella loro diversità, con profondo rispetto.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Siena

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: